La Poesia Norrena
La produzione in versi poetici dell’antica Scandinavia è vastissima e può tracciare le proprie origini in un passato ancestrale che affonda le proprie radici ben prima dell’età vichinga, forse addirittura – per quanto riguarda i temi, perlomeno – nell’era delle migrazioni germaniche.
E’ un tipo di letteratura più antica della produzione di saghe, e tristemente meno nota di queste ultime, più accessibili ai lettori moderni e più “leggere” nella propria forma letteraria.
Caratteristica della poesia germanica – e nordica, in questo caso – è l’essere piuttosto enigmatica, oscura nei suoi significati per chi non è inserito nel contesto e non possiede abbastanza conoscenze linguistico - culturali per poter in pieno seguire ed apprezzare un componimento poetico.
Ciò accade soprattutto per la complicatissima produzione degli scaldi (dal norreno skald, “poeta”), ma anche per le produzioni epico - mitologiche presenti nella tradizione dell’Edda poetica.
Quest’articolo intende presentare un rapido panorama sulla produzione poetica della Scandinavia antica, in una tradizione che si snoda dall’oscurità dei secoli altomedievali fino al pieno Medio Evo, fino a giungere ai giorni nostri.
Ultimo aggiornamento (Martedì 29 Dicembre 2009 14:50)
Sviluppo fonetico della O caudataI testi norreni presentano spesso delle differenze, talvolta anche notevoli, nella forma di scrittura e nella grafia delle singole parole. Capita che una parola possa apparire in un modo in un dato manoscritto o anche in una trascrizione moderna, per poi apparire in modo differente in altre redazioni. Un classico esempio è l’uso della lettera c (a volte anche q), nei testi norreni, per indicare il suono [k]. Una parola come mjök (“molto”), può quindi essere scritta mioc, mjoc, ecc. Ciò a causa sia delle differenze di grafia (e ortografia!) che potevano capitare tra un copista ed un altro (fenomeno tra l’altro evidente in tutte le altre lingue germaniche antiche e in generale nella tradizione dei manoscritti, ricchi di errori e mutazioni ortografiche), sia in base all’adattamento della grafia presente nei manoscritti nelle edizioni moderne e più recenti, che cercano di “regolarizzare” l’ortografia dei testi islandesi medievali.
Ultimo aggiornamento (Martedì 29 Dicembre 2009 09:27) I Longobardi in Italia - alcune riflessioniIl popolo longobardo entra nella storia di quella che oggi è l'italia nel 568, anno dell'invasione (a dire il vero non troppo cruenta) di questi territori. Una fra le ultime popolazioni germaniche ad uscire dalla protostoria e ad entrare nel mondo della Romania, fatto di libri e di memorie immutabili, porta con se un autocoscienza ancora in divenire che si stabilizzerà definitivamente proprio durante i secoli di stanzialità italiana e che di questo punto di arrivo farà una meta voluta dal destino. Ultimo aggiornamento (Sabato 26 Dicembre 2009 18:56) Le Vie dell'Est - Contatti e rapporti tra la Scandinavia e le terre orientaliL’epoca vichinga fu, per la Scandinavia, un periodo di grandi cambiamenti ed innovazioni. L’antica società scandinava, che era mutata poco rispetto alle strutture sociali germaniche del Periodo delle Migrazioni (IV-VIII secolo), durante l’epoca vichinga (IX-XI secolo) subisce un profondo mutamento che, sebbene non fu immediato, alla fine del periodo considerato (ed a cavallo del Medio Evo scandinavo), aveva modificato largamente la società, la cultura ed il modo di vivere degli scandinavi. Caratteristica peculiare del periodo vichingo furono le esplorazioni via mare, sia con scopi bellicosi (saccheggi, atti di pirateria, poi anche vere spedizioni militari di conquista), sia e soprattutto con scopi lucrativi ed economici: il vero “vichingo” fu sia un guerriero-pirata che un avventuriero-esploratore, ma fu soprattutto un mercante. Le spedizioni vichinghe verso occidente (Inghilterra, Francia, isole atlantiche, Nord America) sono ben note. Poco note, almeno ai più, sono quelle rivolte ad oriente.
Ultimo aggiornamento (Sabato 26 Dicembre 2009 18:57) Sveinbjörn Beinteinsson e la nascita dell’Ásatrú moderno
Durante l’arco della sua vita fu pastore, poeta e musicista, componendo rímur, poesie cantate con metrica particolare, tipiche della tradizione islandese, che possono in un certo senso riallacciarsi all’antichissima tradizione delle poesie skaldiche. Beinteinsson nacque il 4 luglio 1924 a Dragháls, presso Borgarfjörður, nell’Islanda occidentale. Il padre Beinteinn Einarsson era un pastore, la madre si chiamava Helga Pétursdóttir. Crebbe come cristiano, e per gran parte della sua infanzia ed adolescenza si sentì vicino al cristianesimo, ma soprattutto molto legato alla religione del passato ed alle antiche leggende nordiche.
Ultimo aggiornamento (Martedì 29 Dicembre 2009 10:00) |
Sveinbjörn Beinteinsson è da considerarsi una tra le personalità più influenti per l’Asatrú moderno, e per la comunità neopagana in generale.