Diciamo che la bellezza é negli occhi di chi guarda
Le fonti "europee" (inglesi, franche, irlandesi) prendono spesso in giro i vichinghi perché stavano sempre a pettinarsi e a lavarsi i capelli, perché facevano il bagno una volta alla settimana (

) e perché si cambiavano d'abito (beh almeno i ricchi).
Le fonti arabe invece li descrivono come le "creature piú sporche sulla Terra". Classica é la descrizione di Ibn Fadlan dei navigatori Rus lungo il Volga, che secondo lui si lavavano tutti nella stessa acqua dove tra l'altro si soffiavano il naso e sputavano.
Ma si sa, gli arabi erano (e sono) abbastanza fissati per le pulizie coporee - é anche una pratica religiosa, l'abluzione pre-preghiera - e la tentazione di presentare l' "altro" come rozzo e zozzo é fortissima.
Le saghe islandesi poi presentano alcuni esempi di "scene da bagno", in cui i protagonisti o altri personaggi se ne stanno nelle saune e in altri luoghi dove ci si lavava. La stessa parola per "sabato" nelle lingue scandinave é "il giorno del lavaggio" (norr. laugardagr, scandinavo moderno lördag, lørdag).
Quindi sicuramente chi poteva si lavava, non c'erano i tabú europei sul lavarsi (almeno fino a che non sono arrivati i cristianucci). Anche se forse non ci si lavava spessissimo come altri popoli.
Bisogna anche considerare, poi, che i "vichinghi" per mare non avevano tanta facilitá a trovare acqua per lavarsi, a meno che non stavano lungo fiumi o laghi. L'acqua salata puó pure andare, ma il Nord Atlantico e il Mare del Nord non sono propriamente mari in cui ti vuoi fare il bagno...
Per quanto riguarda barba e capelli, erano considerati segni di distinzione e quindi erano curati. I capelli sembra fossero portati corti, soprattutto tra i nobili e nelle ultime parti dell'epoca vichinga; pare che i capelli lunghi fossero simbolo di rusticitá e disordine. Haraldr Hárfágr, il re che unificó la Norvegia, promise a sé stesso che non si sarebbe tagliato i capelli finché non fosse riuscito a sottomettere il paese. E venne chiamato Haraldr "Berretto" per via dei capelli lunghi e disordinati. Quando riuscí nell'impresa, si taglió i capelli e venne chiamato hárfágr, "Bei capelli".
Tra l'altro anche Tacito menziona che i Catti non si tagliavano capelli e barba finché non uccidevano un nemico in battaglia.
La barba era poi considerata la caratteristica per eccellenza dell'uomo libero. Gli schiavi di solito andavano in giro sbarbati. Una barba fluente era qualcosa di cui andare fieri; chi aveva la barba rada veniva visto come un uomo meno virile.
La barba poi cresce costantemente durante la vita: anche i vecchi che magari non hanno piú i capelli hanno la barba, e cosí la barba diventa sinonimo proprio dell'uomo. Non a caso ce l'hanno anche gli Dei, che vengono spesso menzionati in riferimento alle loro barbe. Cosí Odino é "Barba grigia" e "barba fluente", mentre Thor é noto per la sua barba rossa. Nel carme eddico Þrymskvíða si legge addirittura: <<Irato era allora, VingÞórr, [...] si tormentava la barba [...] >>.
Infine si possono menzionare i frequenti ritrovamenti archeologici di pettini nelle tombe, come corredo funebre.
Pare quindi che almeno si pettinassero
